La storia dei materiali da costruzione ha origine con l’aggregazione dell’uomo in tribù. Nel Paleolitico superiore l’uomo iniziò a progettare i primi villaggi costituiti da capanne di legno e pelle di animale. Successivamente nel Neolitico, a causa di condizioni ambientali sfavorevoli quali il freddo e le piogge frequenti si ebbero le prime abitazioni in legno con tetto. Fino ad arrivare a costruzioni più complesse nell’età del bronzo quando i primi lavori di carpenteria diedero vita alle palafitte.

Verso la fine dell’età del bronzo (circa tra 3000 e 1000 a.C.) i materiali da costruzione iniziarono ad evolversi e variare, si diffusero le prime architetture in materiali lapidei, strutture megalitiche come quelle ancora visibile a Stonehenge in Gran Bretagna. Già nel II millennio a.C. nella Mesopotamia babilonese i primi laterizi vennero utilizzati per la costruzione di edifici e mura.

In età classica grazie alle nuove tecniche di costruzione (grappe e travi in metallo) si ebbero le prime costruzioni complesse: templi, ville e luoghi della vita pubblica cittadina, ad esempio il Tempio di Efesto e l’Agorà di Atene. In questo periodo storico si posero le basi degli stili dell’architettura templare delle civiltà del Mediterraneo: dorico, ionico e corinzio.

Nel Medioevo l’arte dei costruttori gotici rispolverò l’utilizzo della pietra che venne utilizzata per le opere più prestigiose come chiese e castelli. In questo stesso periodo il vetro iniziò a diffondersi come materiale per l’abbellimento di edifici e, grazie al fiorire della Repubblica di Venezia, si diffusero diversi tipi di vetro trasparente e colorato.

In età rinascimentale l’utilizzo della pietra venne accantonato per dare spazio all’utilizzo del laterizio che dominò la scena dei materiali da costruzione fino al XIX secolo. Nel Rinascimento spopolò l’uso dell’intonaco sia come rinforzo che come elemento estetico per dare continuità alle linee della superficie.

La rivoluzione industriale iniziata nella seconda metà dell’Ottocento portò grande innovazione nei materiali da costruzione. Il cemento armato, il ferro e l’acciaio posero le basi degli edifici moderni. Nel 1880 spuntarono i primi grattacieli a Chicago, nel 1889 la Torre di Eiffel e nel 1907 il Singer Building di New York.

La varietà dei materiali da costruzione oggi è talmente ampia da permettere ai progettisti di spingere sempre più in alto l’asticella architettonica, anche grazie ai nuovi sistemi di progettazione: dall’architettura High-tech con i suoi cementi mangiasmog e le strutture autoportanti, passando per gli esempi di bioedilizia caratterizzati da case autosufficienti grazie alle tecnologie che sfruttano le risorse rinnovabili (pannelli solari, impianti di biomassa…), i più innovativi sistemi antisismici, fino a giungere alle nuove tendenze in fatto di materiali da costruzione come il cemento traslucido, il cemento osmotico e addirittura il cartone riciclato.

In conclusione ogni modifica che ha subito la casa nel corso dei secoli è legata al variare delle esigenze che l’uomo aveva e del luogo in cui viveva.

A pensarci bene anche le evoluzioni o involuzioni che stanno subendo le nostre case dipendono dalle nostre esigenze. Il male del nostro secolo è l’inquinamento e negli ultimi venti trent’anni si sono costruite case con soffitti più bassi rispetto ai 3- 3,50 mt del secolo scorso per aver meno dispersione termica e consumare meno riscaldamento. Si inizia anche a costruire prestando attenzione al risparmio energetico e all’uso di materiali più ecologici. Problema quello ecologico che inizia a farsi sentire ovunque.

Costruzioni edilizie nella storia

Articolo legato al post su Linkedin del 12/11/2019

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